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donna che fa yoga

Diabete e attività fisica: i benefici dell'attività fisica nei pazienti diabetici con parodontite

pazienti diabetici soffrono più spesso di parodontite rispetto ai pazienti sani; le due condizioni sono correlate, e spesso una porta a un aggravamento dell’altra, tanto che il trattamento di entrambe diventa più complesso.

Posto, però, che l’attività sportiva porta un chiaro ed evidente beneficio a chi soffre di diabete, è possibile chiedersi se l’esercizio fisico regolare porti un vantaggio nella cura della malattia parodontale del paziente diabetico. Secondo uno studio recente, tale vantaggio è dimostrabile, e pertanto lo sport e il movimento dovrebbero entrare a pieno diritto nella “terapia” consigliata dagli odontoiatri ai loro pazienti con diabete.

La correlazione tra diabete e parodontite

La correlazione tra diabete e malattie del cavo orale è provata ormai da anni di ricerche e studi: il paziente diabetico è affetto in misura maggiore rispetto a quelli sani sia da disturbi meno gravi come xerostomia, stomatiti, lingua a carta geografica (o glossite migratoria benigna) e lichen planus orale, sia da alcuni più seri come carie, candidosi e ulcere.

Ma la patologia orale che senza dubbio più di tutte è correlata al diabete è la malattia parodontale. Le evidenze scientifiche dimostrano che vi è una corrispondenza molto spesso biunivoca tra le due condizioni, dal momento che diverse conseguenze del diabete favoriscono l’insorgere della parodontite, e quest’ultima per converso può aggravare i sintomi correlati allo squilibrio glicemico.

Inoltre, è stata evidenziata l’esistenza di una differenza in base al tipo di diabete, in relazione al manifestarsi della parodontite. In particolare, è noto che:

  • al diabete di tipo 1, tipico dei soggetti più giovani, si associano forme di malattia parodontale con sintomatologia infiammatoria a decorso acuto;
  • nel diabete di tipo 2, presente nel paziente adulto, l’evoluzione della patologia è invece più lenta e per lungo tempo asintomatica, e conduce solo tardivamente a una seria compromissione dentale.

Per quanto riguarda le cause del legame tra parodontite e diabete, ossia gli aspetti di quest’ultimo che tendono a creare un ambiente favorevole per la sviluppo di patologie e lesioni del cavo orale, sono state messe in luce alcune alterazioni patologiche in particolare. Tra queste si ricordano la microangiopatia dei tessuti, le alterazioni omoreologiche e la possibilità di episodi trombotici o ischemici nella bocca, le alterazioni del tessuto connettivo del parodonto, l’alterazione della composizione salivare e la riduzione della sua potenzialità antibatterica, la ridotta risposta immunitaria alla placca batterica.

Tali meccanismi impongono allo specialista una attenzione aggiuntiva durante la visita del paziente diabetico: oltre a verificare i livelli glicemici per evitare ipoglicemia, iperglicemia e altre possibili complicanze immediate, è necessario valutare sul lungo periodo i fattori di rischio e le modalità di prevenzione delle malattie del parodonto.

Il diabete è una condizione sistemica con forti correlazioni con la malattia parodontale.

Scopri di più sui legami fra le due patologie e sull'importanza della prevenzione: troverai documenti, video, linee guida e tante altre risorse da scaricare.

LEGGI L'APPROFONDIMENTO

Diabete e attività fisica

Oltre alla correlazione tra diabete e parodontite, è altrettanto certo il nesso tra scarsa attività fisica, obesità e sedentarietà e insorgenza del diabete di tipo 2 negli adulti; diverse indagini statistiche hanno dimostrato che più del 30% dei malati di diabete non fa movimento e vive una vita sedentaria. Pertanto, occorre sottolineare l’importanza dell’attività fisica nel trattamento del diabete; essa costituisce, di fatto, assieme a un regime alimentare più sano, la terapia più economica, efficace e accessibile per tenere sotto controllo la glicemia e i sintomi della patologia.

Innanzitutto, praticare attività fisica con continuità ha una funzione di prevenzione del diabete (e del rischio cardiovascolare) da non sottovalutare; in secondo luogo, offre numerosi benefici al paziente diabetico. Oltre a un miglioramento della frequenza cardiaca e del tono muscolare, di una diminuzione dello stress e di un aumento del senso di benessere psicologico, l’esercizio permette di:

  • migliorare la sensibilità insulinica;
  • favorire il calo di peso corporeo e mantenere la forma;
  • aiutare il metabolismo di zucchero e carboidrati;
  • consumare glucosio nei muscoli e conseguentemente diminuire la glicemia;
  • aumentare il colesterolo HDL, o colesterolo “buono”, consumare trigliceridi e ridurre la pressione arteriosa.

Per la persona con diabete non è precluso, in linea di principio, nessuno sport (a meno che la malattia non abbia complicanze croniche, come cardiopatia ischemica o retinopatia). L’essenziale è che l’attività fisica prescritta sia mirata e su misura per il paziente, secondo un piano preciso stabilito dai professionisti che lo seguono, a partire dal medico diabetologo, che tenga anche contro dell’assunzione di farmaci.

Sicuramente più consigliata è l’attività aerobica; una quantità appropriata di attività fisica per un diabetico consiste in circa 150 minuti settimanali di esercizio aerobico moderato (camminata, corsa, bicicletta, nuoto), a intensità media, suddivisi in sessioni di mezz’ora ciascuna e a una distanza di non più di un paio di giorni. Eventualmente, anche l’esercizio anaerobico (o “contro resistenza”) può essere consigliato, a seguito della dovuta valutazione.

Fondamentale è la autoconsapevolezza del paziente diabetico, che entra in gioco appieno durante l’esercizio fisico. Il paziente può anche dedicarsi ad attività che richiedono uno sforzo superiore, perfino a livello agonistico, purché abbia una piena conoscenza del meccanismo di funzionamento della sua malattia e mantenga il suo ritmo metabolico sotto attento monitoraggio, così da evitare fattori di rischio; anche questo dipende da una corretta informazione da parte dei professionisti.

Ciò vale, infine, tanto più per il diabete di tipo 1, che richiede ottime abilità di gestione della malattia da parte del paziente. Anche in questo caso, infatti, è possibile svolgere molti tipi di esercizio fisico, purché si regoli di conseguenza l’assunzione dei pasti e della dose di insulina senza stravolgere la dieta.

Malattia parodontale, sport e diabete

A questo punto, rimane da stabilire quale possa essere il ruolo dell’attività fisica nel trattamento della malattia parodontale per il soggetto diabetico. Una volta stabilito, infatti, il legame tra le due patologie, e il beneficio dell’esercizio fisico nel trattamento del diabete, sorge spontanea la questione della possibilità di prevenire o contrastare l’insorgenza dei sintomi a livello parodontale causati dalla malattia.

Un recente articolo, pubblicato nel luglio 2021 nella rivista “Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases”, è andato al cuore del problema, e da un punto di vista multidisciplinare ha analizzato la letteratura scientifica disponibile per valutare l’ipotesi di una triplice relazione tra diabete, parodontite e attività fisica. Il risultato, com’è lecito aspettarsi, è stato positivo: è stata accertata l’esistenza di tale legame, e i benefici dell’esercizio su entrambe le patologie.

Lo studio ha anche tentato di costruire, sulla base dei dati disponibili, una cornice plausibile per spiegare le ragioni dei benefici dell’attività fisica in questo senso, a partire dalla considerazione che un complesso sistema di effetti infiammatori tende ad aggravare parodontite e diabete, costituendo un circolo vizioso.

Poiché l’esercizio fisico ha l’effetto di abbassare la glicemia, ridurre le complicanze del diabete di tipo 2 su tutto il corpo e controllare l’infiammazione sistemica, ne consegue che la giusta quantità di attività raccomandata nelle linee guida OMS (i già citati 150 minuti settimanali) può ridurre l’infiammazione locale del parodonto. Più nel dettaglio, menzioniamo a titolo di esempio alcuni dei meccanismi dietro tale effetto:

  • diabete e parodontite sono caratterizzati da una produzione eccessiva di molecole pro-infiammatorie, come gli AGE (Advanced glycation end-product, o prodotto finale della glicazione avanzata), l’interleuchina-1beta e altri, mentre l’attività fisica diminuisce la quantità di tali molecole;
  • l’attività fisica contrasta la disbiosi della flora batterica orale, che sia il diabete che la parodontite tendono a portare in una condizione di squilibrio;
  • se la parodontite diminuisce il controllo glicemico, l’attività sportiva favorisce l’assorbimento del glucosio e aiuta a bilanciare la glicemia, riportandola a valori corretti.

Pertanto, si può senz’altro affermare che l’odontoiatra potrebbe raccomandare l’attività fisica ai pazienti diabetici con parodontite, allo scopo di ridurre i sintomi di quest’ultima e prevenirne il peggioramento, ma anche per migliorare in generale la qualità della vita del paziente.

Consulta il video sulla correlazione su diabete e parodontite

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