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Cheilite: le tipologie, le cause e i trattamenti

donna che si copre la bocca

La cheilite è una forma di infiammazione delle labbra, acuta o cronica, che colpisce il vermiglio o la zona contigua, e riguarda il labbro inferiore, superiore o entrambi. Può avere molteplici cause, ma la sintomatologia prevalente è sempre analoga, e comporta gonfiore e arrossamento, assieme a lesioni, fissurazioni e condizioni come dolore, bruciore e difficoltà a parlare e mangiare.

Tipi di cheilite

Di cheilite esistono varie tipologie, distinte principalmente in base alle cause d’insorgenza e alla loro cronicità:

  • la più diffusa è la cheilite comune, in genere definita semplicemente “screpolatura delle labbra”;
  • la cheilite angolare, classificabile in base alla tipologia e alla gravità dei sintomi, è la cheilite che si manifesta agli angoli della bocca;
  • la cheilite irritativa dipende dal contatto con sostanze irritanti di vario genere, dagli alimenti ai cosmetici. Se associata a dermatite, si può classificare come cheilite eczematosa;
  • la cheilite allergica si genera invece in seguito al contatto con sostanze e agenti che causano allergia (cibi, farmaci, cosmetici…);
  • anche determinate infezioni virali (come l’herpes labialis o la candidosi) possono causare la cheilite, in questo caso denominata cheilite infettiva;
  • la cheilite attinica è invece determinata da un’esposizione eccessiva alle radiazioni ultraviolette del sole;
  • più rare sono la cheilite granulomatosa, correlata con un edema cronico alle labbra, e la cheilite ghiandolare, che dipende dall’infiammazione delle ghiandole salivari labiali.

Cheilite: sintomi e cause

La sintomatologia della cheilite dipende dalla tipologia della stessa; in generale, però, i sintomi sono i medesimi: secchezza, fissurazioni o screpolature concentrate nella zona labiale. Chi soffre di cheilite manifesterà in genere:

  • sensazione di dolore continuo nella zona interessata;
  • arrossamento;
  • secchezza delle labbra, dovuta talora anche allo scolo laterale di saliva durante il sonno, o al frequente gesto di bagnarsi la zona con la lingua, che provoca ulteriore irritazione;
  • il gonfiore può essere sintomo tipico di alcune cause di cheilite, ma non nella maggioranza dei casi (p. es. non riguarda la cheilite comune o angolare);
  • altri sintomi secondari comprendono il prurito, la desquamazione (soprattutto se la cheilite si prolunga per un certo periodo di tempo), altre forme di erosione della pelle del viso o della mucosa come fissurazioni e simili.

Per quanto riguarda le cause della cheilite, esse dipendono dalla tipologia della stessa. Tra le più comuni si ricordano:

  • una dentatura usurata o protesa. Poiché i denti non separano in maniera corretta le mascelle, portano a un accumulo di saliva nelle pieghe che si formano agli angoli della bocca;
  • una infezione, che può avere origine micotica, batterica o virale. Si possono menzionare in particolare quelle della candida, dello staphylococcus aureus o dell’herpes virus. Le infezioni possono essere favorite da stati generali come diabete, sistema immunitario compromesso o una concomitante terapia invasiva, o da fattori locali preesistenti;
  • delle carenze nutrizionali, in particolare deficit di ferro e vitamine del gruppo B;
  • specifica della cheilite attinica è l’esposizione eccessiva alla luce solare;
  • la cheilite eczematosa e le tipologie simili dipendono da vari irritanti di contatto o da patologie concomitanti, come una dermatite atopica, o la semplice xerostomia (riduzione della quantità di saliva), ma anche malattie autoimmuni e una salute fragile e compromessa. Anche l’onicofagia, il contatto con le mani sporche e altre abitudini automatiche possono facilitare l’insorgenza della cheilite. Sono stati anche registrati dei casi in cui la cheilite si sviluppa a seguito di interventi chirurgici con accesso dal cavo orale.

L’età può essere un fattore di predisposizione, per quanto la cheilite possa colpire anche i bambini.

Cheilite: diagnosi e trattamento

La diagnosi della cheilite consiste essenzialmente nell’anamnesi e nell’ispezione della zona colpita da effettuarsi durante una visita, dal momento che i sintomi sono perlopiù visibili a occhio nudo.

In caso di cheilite attinica, l’area che mostra segni di ulcerazione, indurimento o ispessimento dovrebbe essere sottoposta a una biopsia per accertare l’eventuale presenza di carcinoma.

Una ricerca microbiologica dell’eventuale processo infettivo che ha determinato la cheilite può farne comprendere la causa scatenante. Si può anche ricorrere, a seconda dei casi, a esami allergologici, esami del sangue o di altro genere.

Per quanto riguarda il trattamento della cheilite, anche in questo caso tutto dipende dall’origine del disturbo: a cause scatenanti differenti corrispondono trattamenti diversi:

  • in caso si tratti di cheilite comune, e il sintomo prevalente sia la secchezza con fissurazioni e desquamazione, allora si può trattare la zona con pomate, prodotti idratanti o emollienti;
  • per la cheilite angolare potrebbe essere necessario sostituire protesi dentarie oppure utilizzare protesi parziali o impianti per ridurre le pieghe agli angoli della bocca;
  • se la causa è la carenza di vitamina B o ferro, occorre una cura con integratori;
  • quando è possibile individuare la tipologia di infezione e il caso si presenta come grave, si possono prescrivere antimicotici o antibiotici.

È sempre consigliabile trattare la zona interessata con delle creme o un gel idratante per bocca allo scopo di ridurre i sintomi; eventualmente il medico o il dentista possono prescrivere anche un integratore apposito per la prevenzione del rischio di aggravamento.