ago 13, 2021 - minuto di letturaminuti di lettura

Lichen planus orale: come diagnosticarlo e curare le lesioni

Quando compaiono nella bocca delle macchie biancastre oppure arrossate, talvolta accompagnate da lesioni cutanee, papule o ulcere che possono anche essere dolorose, è possibile che ci si trovi di fronte a un caso di lichen planus orale, una malattia piuttosto comune, soprattutto nella popolazione adulta.

Argomento

In genere non si tratta di una patologia grave, ma richiede attenzione e osservazione da parte del dentista o del medico. È una patologia rara nei bambini e nei giovani la cui eziologia risulta ancora piena di interrogativi, benché risulti che la predisposizione genetica sia correlata a particolari fattori ambientali fra cui situazioni di forte stress emotivo.

Il lichen planus si manifesta come un’eruzione infiammatoria pruriginosa e ricorrente che presenta papule poligonali a superficie piana o macchie rossastre. Spesso si accompagna a lesioni del cavo orale e/o nelle zone genitali. Una biopsia cutanea in anestesia locale può supportare l’eventuale diagnosi clinica per individuare il trattamento più efficace che solitamente include una terapia a base di corticosteroidi. In generale, i trattamenti servono a controllarne i sintomi e agevolare la guarigione per evitare ai pazienti disturbi e dolore.

Che cos’è il lichen planus orale?

Il lichen planus, in generale, è una malattia infiammatoria autoimmune, che colpisce il tessuto della cute (pelle di polsi, arti, avambracci, polpacci, ma anche labbra e cuoio capelluto) e alcune mucose (cavo orale, faringe, laringe, esofago, organi genitali).

Si tratta di una patologia che riguarda principalmente soggetti adulti o anziani, in prevalenza di sesso femminile (2 a 1), e di rado tocca i bambini o i giovani. Si tratta di una condizione piuttosto comune, dal momento che circa l’1-3% della popolazione potrebbe soffrirne.

Per quanto riguarda più nello specifico il lichen planus orale (OLP), va rilevato anzitutto che esso può colpire tutte le aree interne della bocca: lingua, gengive, e soprattutto mucosa orale delle guance. Non è contagioso, ma può diventare cronico e interessare diverse parti del corpo.

Alla vista si manifesta in modo variabile: il più delle volte appare come un reticolo di colore bianco o chiaro con chiazze rosse (strie di Wickham), localizzato nella parte interna della guancia (anche bilaterali). Meno frequenti sono degli arrossamenti di entità variabile, soprattutto se l’area colpita è quella gengivale, che possono essere accompagnati, in casi particolarmente gravi, da placche, ulcere e lesioni. Il lichenreticolare è la condizione più comune e presenta strie bianche-rossastre e dall’aspetto rettilineo, arcuato o piano osservabili su labbra, guance, gengive. Il lichenerosivo, invece, si caratterizza per ulcere dolorose ed erosive vicino la mucosa vestibolare o la superficie linguale

Per quanto riguarda i sintomi del lichen planus orale, nella maggior parte dei casi si tratta di una malattia asintomatica. Solo in caso di lesioni o irritazioni molto forti potrebbe causare una sensazione di dolore e bruciore, con un fastidio più o meno costante, di norma presente durante l’alimentazione (specie in caso di cibi e bevande speziati o acidi) e più frequente se il paziente ha una igiene orale scarsa o poco accurata. A seguito dell’insorgenza del lichen planus, si osservano alterazioni nella composizione delle cellule che possono provocare fastidi o prurito diffuso in seguito alla formazione di lesioni o placche. Questo disturbo, però, non va confuso con altre patologie cliniche quali candidosi e leucoplachia.

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Lichen planus orale: eziologia, diagnosi, prognosi

Le cause del lichen planus, in generale, non sono meglio note. Quel che è certo è che si tratta di una patologia infiammatoria cronica di tipo immunitario, dovuta a una reazione mediata dai linfociti T contro i cheratinociti dello strato basale. In alcuni casi sono state osservate correlazioni o sospette relazioni di causa-effetto, per esempio:

  • sono registrate delle reazioni a materiali utilizzati in odontoiatria, ortodonzia e implantologia dentaria, come l’oro o l’amalgama; 
  • alcuni pazienti riportano un collegamento tra la comparsa o l’aggravamento del lichen planus e uno stress psico-fisico intenso, per quanto il nesso non sia stato provato con dati certi da alcuno studio. Lo stesso vale per il contatto con le unghie in pazienti affetti da onicofagia; 
  • può anche accadere che, in presenza di lesioni, queste siano provocate da alcuni farmaci specifici, tra i quali gli antipertensivi, quelli contro il diabete o la malaria, ma anche alcuni antinfiammatori non steroidei. In questo caso viene definito “eruzionelichenoide da farmaci”; 
  • esistono legami con alcune malattie preesistenti, come il diabete e soprattutto l’epatite C. È stato infatti dimostrato, soprattutto in alcune aree geografiche (tra cui l’Italia) che circa un paziente su tre è affetto sia da lichen planus che da virus dell’epatite C.

Sembra che esista una predisposizione genetica al lichen planus, mentre è accertato che non si tratta di una malattia infettiva trasmissibile per contatto o in altro modo. Gli studi più recenti hanno individuato nei fattori biologici, chimici e farmacologici le possibili cause delle alterazioni antigeniche dei cheratinociti. In alcuni casi, i farmaci per le malattie cardiache o alcuni antidolorifici hanno favorito l’insorgenza del lichen planus.

La diagnosi del lichen planus è basata semplicemente sull’osservazione durante una visita, per quanto sia consigliabile farla seguire da una biopsia orale con esame clinico istopatologico per confermare la diagnosi. Il punto di partenza solitamente è un esame obiettivo da parte dello specialista – nella maggior parte dei casi un dermatologo – che potrebbe richiedere ulteriori accertamenti per fornire un parere accurato in merito alla lesione dei tessuti interessati. 

Il processo è utile per evitare la confusione con altre malattie o patologie cliniche come il lupus eritematoso per le lesioni sul volto, o leucoplachia, pemfigo, gengivite e altre lesioni lichenoidi per il lichen planus orale. Particolarmente raccomandato è anche un prelievo di sangue per verificare eventualmente la presenza dell’epatite C.

La prognosi del lichen planus orale è in genere buona, poiché non è una malattia invalidante ed è perlopiù priva di effetti dolorosi o fastidiosi, per quanto il lichen in sé possa essere trattato attraverso alcuni farmaci e prodotti specifici, e sia sempre consigliabile effettuare visite di controllo periodiche, almeno annuali. Va comunque tenuto a mente che non esistono farmaci in grado di garantire una guarigione definitiva quindi il rischio di recidive potrebbe persistere.

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Trattamento del lichen planus orale

Il lichen planus orale è una patologia che può essere trattata attraverso terapie farmacologiche che possono fermare le manifestazioni acute e più dolorose mantenendo sotto controllo la sintomatologia. 

Si consiglia in particolare una cura topica con uso di farmaci corticosteroidei o immunosoppressori somministrati direttamente sulla lesione del cavo orale; in alcune circostanze può essere necessario fare uso anche di trattamenti con farmaci steroidei sistemici.

Risulta però impossibile eliminare del tutto le lesioni del lichen planus, che in genere tendono a sparire e ricomparire nel tempo, risolvendosi in maniera spontanea. Solo se è nota la causa scatenante è possibile intervenire su di essa in maniera efficace e duratura.

In generale, in presenza di lichen planus è possibile osservare alcuni accorgimenti generali, come evitare il fumo, gli alcolici e gli alimenti più irritanti, probabili fattori di rischio. 

Fondamentale è l’igiene orale, che deve essere curata e attenta: si raccomanda l’utilizzo di un prodotto che contribuisca a mantenere la salute dentale e della bocca, come il Collutorio di mantenimento GUM® PAROEX® 0,06% + CPC.

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