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Dentista sorridente che incrocia le braccia

Odontostomatologia: raccomandazioni cliniche

Nel 2014 è stato pubblicato un documento denominato “Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia”, frutto del lavoro di moltissimi esperti riuniti in diverse associazioni odontoiatriche quali la Commissione Albo degli Odontoiatri, il Comitato Intersocietario di Coordinamento delle Associazioni Odontostomatologiche Italiane e la Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri, con il patrocinio del Ministero della Salute.

Lo scopo del documento è, come da titolo, quello di offrire importanti raccomandazioni cliniche nel settore dell’odontostomatologia, suddivise per campo di applicazione e tipologia. Si tratta di un testo di fondamentale importanza specialistica, e di cui è opportuno conoscere almeno le linee principali.

Il documento “Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia”

Il documento “Raccomandazioni cliniche odontostomatologia” è stato presentato allo scopo di stabilire delle linee guida standardizzate per tutti i processi di trattamento e cura nel settore della odontostomatologia, dalla diagnosi alla terapia. 

Gli autori hanno curato soprattutto la scientificità delle linee guida e la loro uniformità, così da poter garantire a tutti i pazienti la sicurezza di poter godere ovunque di percorsi terapeutici chiari, universali e anche mirati, in modo da vedere tutelata la propria salute. 

Si è data particolare attenzione, inoltre, al tentativo di parificare l’offerta delle prestazioni odontoiatriche della sanità privata con quelle del Sistema Sanitario Nazionale, ancora una volta nell’ottica di fornire una facilitazione e una garanzia in più per il paziente, a qualsiasi clinica, reparto o ospedale si rivolga. 

Il documento considera l’intero settore dell’odontostomatologia e tratta quindi ogni singola branca della stessa e tutti gli aspetti clinici correlati: dall’ortodonzia all’implantologia, dall’ortognatodonzia alla chirurgia odontostomatologica, fino a campi più specifici come la pedodonzia, l’uso della tecnologia digitale in odontoiatria protesica, i trattamenti di patologie sistemiche o gli interventi di chirurgia in caso di traumi o lesioni, e a discipline parallele come la chirurgia maxillo-facciale.

Il documento, inoltre, ha avuto un recente aggiornamento nel 2017, dovuto primariamente all’evoluzione della ricerca scientifica nel settore, nonché alle nuove modalità d’impiego di tecnologie sempre più moderne e innovative; per il resto, il testo ha seguito una metodologia e una procedura di presentazione analoga alla prima edizione.

Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia: punti principali

Il documento, come detto, tocca diversi settori e approfondisce molteplici questioni. Si possono selezionare e menzionare per sommi capi alcuni tra gli aspetti più rilevanti:

  • innanzitutto, il testo dedica una sezione introduttiva ad alcuni essenziali cenni deontologici e di comunicazione. Riguardo ai professionisti odontoiatri si riepilogano i requisiti lavorativi, a partire dalla laurea, mentre riguardo al paziente si evidenzia che deve essere sempre al centro del trattamento, dall’inizio alla fine del processo di cura, e deve essere considerato dallo specialista una persona prima che un paziente. Pertanto la comunicazione, ancorché complessa, diventa elemento indispensabile, e non solo per permettere di esercitare il diritto al consenso informato: il dentista che sa ascoltare e persuadere il paziente avrà molte più probabilità di far accettare la propria terapia e di vederla applicare con rigore e, dunque, con maggiore efficacia e minor bisogno di assistenza ulteriore;

  • ampio spazio è dedicato poi all’odontoiatria pediatrica, con numerosi consigli per medici e dentisti. La prima visita odontoiatrica dovrebbe svolgersi entro il corso del secondo anno di età del bambino, anche se non vi sono problemi evidenti alla dentatura. Il bambino deve essere naturalmente messo a proprio agio: a tale obiettivo devono concorrere l’ambiente dello studio dentistico, la comunicazione e l’umanità del dentista. Occorre considerare anche che, dal momento che la carie, una tra le principali problematiche dentarie, colpisce in prevalenza la popolazione infantile, va prestata particolare cura al problema, nonché alla sua prevenzione. Pertanto è importante sia insegnare la corretta igiene del cavo orale ai bambini sotto tutti gli aspetti (dai denti alla lingua), sia provvedere a semplici interventi ambulatoriali che non richiedono anestesia generale come la sigillatura dei solchi e delle fossette degli elementi dentali, tenendo ovviamente presente tutti i fattori che aiutano a scegliere la corretta terapia per ciascun paziente, dal comportamento del bambino alla conformazione fisica della dentatura;

  • il settore dedicato all’endodonzia raccomanda l’importanza dell’utilizzo di strumenti endodontici sterili, da impiegare con tecniche asettiche e in un campo operatorio che sia stato isolato in maniera corretta, utilizzando tutti i dispositivi del caso (in genere la diga di gomma). Si ricorda anche l’importanza di utilizzare sistemi di ingrandimento o fonti di illuminazione specifiche, così da migliorare lo svolgimento del lavoro. Nella fase di intervento è poi fondamentale scegliere sempre strumenti e materiali privi di componenti tossici o a rischio di tossicità, e adatti a mantenere il più possibile il disegno anatomico originario del canale. Non va dimenticata infine la necessità di svolgere un monitoraggio continuo per accertarsi del buon esito dell’intervento, e di somministrare i farmaci più in linea con la diagnosi;

  • per quanto riguarda la parodontologia, il documento evidenzia innanzitutto l’elevata possibilità, ad oggi, di prevenire in maniera efficace le malattie parodontali dei tessuti molli, nonché l’importanza di effettuare sempre delle diagnosi accurate e in linea con i criteri scientifici attuali, a partire dal sondaggio, da effettuarsi con l’apposita sonda parodontale sulle mucose orali, e i cui risultati vanno poi annotati scrupolosamente dall’odontoiatra. Gli esami di riferimento sono sempre fondamentali per stabilire con precisione lo stato di salute del paziente; nel caso in cui non si riscontrino problemi, occorre impostare un programma di prevenzione efficiente, per esempio consigliando l’utilizzo di appositi prodotti, in particolare collutori con clorexidina, l’agente antiplacca ad oggi più funzionale. Se il paziente soffre di parodontite o gengivite, invece, occorre tener conto che tali condizioni possono essere curate o alleviate nella maggior parte dei casi senza ricorrere all’estrazione del dente, offrendo innanzitutto una terapia non chirurgica o chirurgica conservativa e una parallela terapia di supporto e mantenimento;

  • altre indicazioni utili toccano infine il campo dell’odontoiatria protesica. La riabilitazione protesica deve sempre tenere conto di molteplici fattori (prima di realizzare una protesi dentaria fissa vanno considerati il numero, la posizione, la condizione dei denti pilastro e degli spazi edentuli), e soprattutto deve valutare attentamente le possibilità di intervento preventive e, in caso di fallimento, cercare anzitutto di valutare le cause dello stesso. La realizzazione di un piano di trattamento protesico deve sempre garantire tempi e tecniche adeguate e risolutive, scelte in comunicazione e col consenso del paziente, in un contesto di fiducia, di valutazione e screening costante della prognosi e di consigli sulle buone pratiche della cura orale e dell’igiene della bocca.

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