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dentista con i guanti e la mascherina

Fluoroprofilassi: indicazioni e linee guida dell'OMS

Spesso si dà per scontata la raccomandazione di assumere una quantità sufficiente di fluoro, in particolare in età pediatrica, una fase critica per il benessere del cavo orale; la misura è consigliata allo scopo di prevenire la carie e mantenere in salute sia i denti decidui che i denti permanenti.

Di rado, però, sono davvero note le corrette indicazioni sulla fluoroprofilassi per i più piccoli, stilate dall’OMS e raccomandate dal Ministero della Salute: gli ultimi aggiornamenti, in particolare, presentano un quadro preciso e le linee guida fondamentali per la somministrazione di fluoro in età pediatrica.

Somministrazione topica e sistemica del fluoro

La fluoroprofilassi è considerata universalmente come il fondamento della prevenzione della carie, dal momento che la somministrazione di un’adeguata quantità di fluoro si è dimostrata efficace per contrastare l’insorgenza della carie sia nei bambini che negli adulti, così da diminuire il ricorso a interventi di endodonzia, ortodonzia, implantologia ecc., nonché per favorire la remineralizzazione del dente.

L’obiettivo di una corretta fluoroprofilassi è evitare sia l’eccesso che il difetto nel fluoro somministrato, in quanto in entrambi i casi si possono avere degli effetti negativi, rispettivamente l’insorgenza di fluorosi e la mancata protezione dalla carie dentale.

Pertanto, è importante individuare il metodo migliore per la somministrazione del fluoro. Gli studi ne hanno individuati diversi, tra naturali o ambientali e artificiali: molti cibi contengono fluoro, ma spesso in alcune zone viene aggiunto fluoro anche nell’acqua da bere, senza dimenticare poi i tanti prodotti per l’igiene orale con aggiunta di fluoro, nonché gli appositi integratori in compresse o gel.

I consigli ad oggi considerati validi prevedono di ricorrere alla somministrazione topica di fluoro anziché a quella sistemica. In età pediatrica, in particolare, è dimostrata la maggiore efficacia in termini di prevenzione della carie della somministrazione topica di fluoro sui denti già spuntati anziché la somministrazione sistemica avviata in precedenza.

Fortunatamente, in Italia l’applicazione topica è attualmente la più utilizzata e consigliata, anche in considerazione del fatto che non si ricorre alla fluorazione delle acque potabili (a differenza di altri Paesi in cui l’acqua è fluorata in modo tale da raggiungere le quantità consigliate). L’assunzione sistemica attraverso questo mezzo, pertanto, non sarebbe sufficiente, e anche il quantitativo di fluoro assorbito mediante la dieta non è del tutto chiaro a livello scientifico.

Per questo motivo, si raccomanda da anni l’utilizzo di prodotti per l’igiene orale contenenti fluoro; tra questi i più diffusi sono sicuramente dentifrici e collutori, ma esistono anche gel e pastiglie e altri prodotti ad uso professionale. Tali soluzioni offrono anche il vantaggio di avere una concentrazione di fluoro più elevata di quelle ottenibili attraverso l’acqua potabile.

È in particolare il dentifricio fluorato il mezzo di prevenzione della carie che si è dimostrato più efficace in Italia e negli altri Paesi in cui il suo utilizzo è diffuso e generalizzato. Grazie ad esso, la carie e simili patologie dentali hanno manifestato una drastica riduzione; il merito, ovviamente, va anche alle corrette prassi di igiene orale, finalizzate all’eliminazione della placca batterica.

Quantitativi corretti di fluoro per somministrazione topica

Le indicazioni ufficiali, comunque, invitano a fare attenzione ad evitare l’eccessiva assunzione di fluoro da parte dei bambini. Spesso, infatti, i bambini sono esposti a molteplici fonti di fluoro, tra cui dentifricio, acqua ed eventuali integratori, e va anche considerato che i bambini inevitabilmente ingeriscono una piccola quantità di dentifricio durante il lavaggio e lo spazzolamento dei denti.

Un eccesso nel quantitativo di fluoro può portare alla fluorosi, una patologia che provoca macchie e difetti funzionali e di estetica rendendo lo smalto dentale meno resistente; tale condizione può richiedere una terapia che comprende lo sbiancamento e altri interventi che, seppur poco invasivi e praticabili in sedazione cosciente, sarebbero comunque evitabili con l’assunzione preventiva di una quantità di fluoro non eccessiva.

In una certa misura, i dati scientifici dimostrano che è inevitabile una forma anche lieve di fluorosi nei bambini per ottenere anche i benefici derivanti dall’uso continuativo di fluoro. Fino ai 5 o 6 anni d’età, inoltre, i bambini che utilizzano dentifrici con almeno 1000 ppm di fluoro hanno un rischio più elevato di soffrire di fluorosi.

Pertanto, diventa essenziale somministrare solo la quantità di fluoro corretta, specialmente attraverso il dentifricio fluorato, e soprattutto durante il primo anno di vita e la prima infanzia. Il dentista dovrebbe sempre raccomandare ai genitori di supervisionare con cura la quantità di dentifricio impiegato dai figli per lavarsi i denti, così da evitare assunzioni eccessive.

Inoltre, in base a indicazioni ministeriali, la somministrazione attraverso integratori di fluoro dovrebbe essere prescritta dal pediatra o dall’odontoiatra soltanto nel caso in cui vi sia un comprovato rischio aggiuntivo di carie nel bambino, oppure per qualche ragione risulti difficoltosa la somministrazione topica con il dentifricio (per esempio per i bambini con disabilità o difetti cognitivi).

In considerazione di ciò, le linee guida OMS sulla fluoroprofilassi per prevenire la formazione di carie e altre patologie della bocca suggeriscono:

  • dai 6 mesi ai 6 anni, l’uso di un dentifricio con almeno 1000 ppm di fluoro per 2 volte al giorno, sotto l’attenta supervisione e il controllo di un adulto, in dose “pea-size” (della dimensione di un pisello). Nei casi particolari menzionati, si può integrare l’assunzione di fluoro con gocce, compresse, gel o vernici;
  • dai 6 anni in su, l’uso di un dentifricio con almeno 1000 ppm di fluoro per 2 volte al giorno. Si raccomanda anche di limitare il risciacquo del dentifricio, così da massimizzare l’effetto del fluoro assunto, e di mantenere tutte le buone pratiche di igiene orale anche e soprattutto in presenza di protesi o impianti, nonché a seguito di interventi di chirurgia o di un trattamento di odontoiatria o parodontologia.

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