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ragazza con la bocca aperta dal dentista

Apicectomia: indicazioni per l'intervento e per l'igiene post-intervento

L’intervento di apicectomia si effettua eliminando la parte apicale della radice dentale e vi si ricorre soltanto nei casi in cui occorra trattare un’infezione che non è stato possibile curare tramite devitalizzazione.

Pur trattandosi di un intervento chirurgico privo di particolari complessità per lo specialista, l’apicectomia richiede il rispetto di determinate accortezze e indicazioni, sia in fase di operazione che di recupero, così da assicurare la corretta eliminazione dell’infezione e da abbassare le probabilità di una recidiva.

L’apicectomia in sintesi

L’apicectomia dentale è un intervento odontoiatrico invasivo, parte di una terapia di chirurgia endodontica, con il quale si rimuove l’apice di una radice del dente, ossia i pochi millimetri della punta, così da sigillare permanentemente il canale radicolare ed evitare di dover intervenire anche sul la corona.

L’apicectomia si pratica nel caso l’apice sia affetto da una infezione che non è stato possibile trattare tramite la devitalizzazione; si tratta dunque di un intervento mirato a risolvere i casi più difficili di ascesso dentale, granuloma periapicale, cisti e altri tipi di problema e patologia, senza ricorrere all’estrazione del dente.

Può accadere, infatti, che il batterio attacchi non soltanto il nervo dentale, ma anche la parte più interna della radice, fino a diffondersi all’osso. Effettuare la rimozione dell’apice comporta una tecnica di chirurgia orale odontoiatrica specifica, che prevede diverse fasi: anestesia, incisione, osteotomia, resezione apicale, otturazione retrograda e così via.

È un intervento semplice e indolore per la maggior parte dei pazienti, anche se il rispetto di alcune buone prassi di ordine medico e sanitario è fondamentale perché si svolga nel migliore dei modi, per la massima salute della bocca.

Indicazioni per l’intervento di apicectomia

Innanzitutto, è sempre importante valutare se la cura dell’infezione in questione, per esempio il granuloma, può limitarsi alla devitalizzazione del dente interessato. L’apicectomia è un’operazione comunque più complessa, e dovrebbe essere riservata solo ai casi più gravi certificati da apposita diagnosi.

La devitalizzazione, infatti, ha un buon tasso di successo, tra il 70 e il 90%, e solo in caso di insuccesso è richiesta la ripetizione della terapia radicolare o appunto il ricorso all’apicectomia. Questa è necessaria se l’infezione ha raggiunto l’apice della radice dentale oppure in presenza di ascessi dentali particolarmente invasivi.

Un’altra indicazione importante riguarda la collaborazione del paziente, indispensabile perché l’intervento vada a buon fine. Oltre a ricorrere alla normale anestesia locale, pertanto, al dentista potrebbe essere necessario ricorrere alla procedura di sedazione cosciente, così da poter lavorare con serenità e garantire al paziente un maggior rilassamento.

Inoltre, particolare attenzione va posta nella preparazione dell’operazione e nelle prime fasi della stessa. È molto importante praticare accuratamente una incisione della gengiva, di dimensione sufficiente a esporre la radice che deve essere trattata; quindi, il tessuto infetto deve essere rimosso in profondità, e l’apice radicolare va eliminato nella misura di 2 o 3 millimetri circa.

L’intervento di apicectomia vero e proprio deve invece essere effettuato con la massima cura, e soprattutto utilizzando tutta la strumentazione più utile (es. microscopio operatorio) e avvalendosi delle tecniche consigliate e suggerite da una valutazione preventiva del problema.

Anche le fasi conclusive dell’operazione devono essere svolte con attenzione: la zona che è stata oggetto dei trattamenti suddetti deve essere ben pulita e disinfettata, onde evitare che rimangano batteri che possano causare nuove infezioni. L’apice radicolare deve poi essere chiuso per mezzo di una sigillatura retrograda, e per concludere occorre effettuare il riposizionamento del lembo gengivale e applicare i punti di sutura necessari.

In generale, poi, occorre prestare attenzione alla presenza di impianti di qualsiasi materiale, protesi, faccette dentali o altri elementi relativi all’implantologia e all’ortodonzia che potrebbero interferire con l’operazione.

Indicazioni post-intervento di apicectomia

Anche nella fase successiva all’intervento è importante adottare alcune accortezze, in particolare riguardo le istruzioni da dare al paziente per il comportamento corretto che deve essere tenuto per facilitare la guarigione e il recupero, evitando l’insorgere di complicanze secondarie.

In particolare, si possono consigliare al paziente alcuni metodi per lenire il dolore, il gonfiore, l’infiammazione e gli altri sintomi associati al termine dell’operazione o all’effetto dell’anestesia.

Si può partire dall’applicazione di ghiaccio sulla parte esterna del volto, in corrispondenza con la zona interessata dall’operazione, come per il normale mal di denti, ma si possono anche suggerire o prescrivere alcuni farmaci antidolorifici o antinfiammatori, come i FANS o l’ibuprofene, per alcuni giorni successivi all’operazione, rimanendo entro le dosi consigliate, ed eventualmente iniziando l’assunzione già subito prima dell’operazione.

In via precauzionale, è possibile anche prescrivere un antibiotico, così da prevenire il rischio di una possibile infezione. Ovviamente le prescrizioni vanno valutate caso per caso.

Fondamentali anche i consigli riguardanti dieta e alimentazione (il paziente dovrebbe limitarsi a cibi morbidi: zuppe, minestre, frullati, budini, cibi bolliti, ecc.) nonché il riposo, che dovrebbe essere assoluto per uno o due giorni dopo l’intervento.

Importanti sono anche le raccomandazioni riguardanti l’igiene orale. Il paziente dovrebbe effettuare degli sciacqui con un collutorio apposito contenente un principio attivo come la clorexidina, a partire dal giorno successivo all’intervento, e cercando di non sollevare il labbro sotto il quale si trovano i punti di sutura della ferita. Simili accortezze valgono anche per lo spazzolamento dei denti, da effettuare con uno spazzolino a setole morbide e usando un dentifricio delicato.

Infine, si ricorda che entro 6 mesi o un anno dall’intervento di apicectomia è opportuno effettuare una radiografia di controllo, allo scopo di verificare la riuscita dell’operazione sul lungo periodo. Qualora le condizioni del dente coinvolto fossero incoraggianti, la probabilità di recidiva per l’infezione sarebbe molto bassa, e sarebbero sufficienti in seguito i normali controlli tramite visita periodica di routine allo studio dentistico.

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